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Gusto Canario: la marmellata di guaiava.

Le marmellate della selezione di “Gusto Canario” sin qui provate mi piacciono tutte, ma la marmellata di guaiava è la mia preferita! Di un bel colore accattivante – un rosso aranciato – ha una consistenza vellutata e un sapore inatteso e originalissimo che ricorda un concentrato tropicale! Non assomiglia a nulla, quindi va assolutamente assaggiata se siete alla ricerca di un sapore inedito. So che vi conquisterà.

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Le magnifiche cinque: le creme di aceto di “Gusto canario”.

Sono strepitose le cinque creme di aceto della selezione: al sapore di mora, maracuja, peperone, mango e banana! Il mio primo assaggio non è stato in abbinamento a nulla: ho preso un semplice cucchiaino (cosa che vi consiglio di fare) e ho gustato le creme pure. La sorpresa è stata grande: la cremosità, la dolcezza e l’acidità sono in equilibrio perfetto, il
profumo – netto e fresco – riesce nell’acrobazia di rimanere delicato, non invasivo.
Decideremo noi, nella preparazione dei piatti, quanto, come e perché sapore e profumo debbano prevalere o “accomodarsi” tra i vari sapori e profumi, aggiungendo comunque e sempre una nota di distinzione, di raffinatezza e di dolcezza.
Ho sottoposto alla “prova del cucchiaino” amici e famigliari e li ho conquistati. Tutti hanno fatto il bis della loro crema di aceto preferita. Ho provato la Crema d’aceto alla Banana con tre macedonie: la prima di sole fragole, la seconda di frutta tropicale e la terza di pere e gelato al cioccolato. Che dire? Stupende. Questa è la crema d’aceto più particolare e dal profumo più netto, sicché è davvero golosa per coloro che adorano le banane.
La crema di aceto alla Mora è ottima sulle insalate un poco autunnali: con le noci, i formaggi di media stagionatura, i funghi o lo speck, ad esempio. Anche questa crema sarà perfetta su una macedonia, ma di frutti di bosco o di frutta autunnale, magari con l’aggiunta di frutta secca. Ho provato poi la crema di aceto alla Mora per decorare il piatto di un arrosto profumato alle erbe aromatiche e si è rivelata una buonissima idea, esattamente come lo è stata abbinarla ai formaggi stagionati, perché la sua nota dolce conferisce ai loro gusti intensi una gentilezza piacevole e raffinata.

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Il gusto italiano e “Gusto canario”.

«Lo senti quel buon sapore che arriva solo dopo, in fondo…?»
«Mi stavo appunto chiedendo cosa fosse.»
«Mentuccia?»
«Credo di no, ma di sicuro c’è la buccia di limone.»
«Non d’arancia?…»
«Sì, giusto: arancia!»

Quante volte, non appena assaggiato un piatto nuovo, ci siamo confrontati tra commensali? Dopo il latte materno, abbiamo imparato i sapori con la stessa naturalezza con la quale abbiamo imparato a parlare la nostra lingua e a camminare, ma… quanti tra noi sono consapevoli, assaggiando una nuova pietanza o affrontando la cucina di un altro Paese, della formazione al gusto ricevuta? Il nostro palato è stato educato alla bontà, alla varietà, alla fantasia, alla misura, all’armonia, all’equilibrio. E alla qualità.
Per questo un italiano che porta la forchetta alla bocca, in un ristorante, non sarà quasi mai un cliente qualunque. Anche se non è un esperto enogastronomico né uno chef, sarà un cliente che non si limiterà a dire “mi piace” o “non mi piace”, ma saprà spiegare perché. Dirà che un dolce è dolce e basta, ma non è profumato. Rileverà una cottura non accurata, l’eccesso di condimento, la mancanza di un ingrediente per esaltare il sapore di un altro o la mediocre qualità delle materie prime usate in un piatto. E questo non perché di cucina si parli in famose trasmissioni televisive, ma perché a noi lo hanno detto la mamma, la zia o la nonna come si mangia. Lo hanno fatto senza dire una parola: solo mettendo i pasti in tavola.

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Un benvenuto cordiale a tutti!

Siete nel blog di “Gusto canario”, uno spazio informale e creativo che nasce dal desiderio di essere un ponte tra le isole dell’arcipelago e l’Italia. Mi divertirò a essere, con voi e di volta in volta, una degustatrice dei prodotti straordinari selezionati da “Gusto canario”, un’intervistatrice di produttori sul territorio e di consumatori nel mondo, ma anche una diarista di vita canaria, un’articolista alla bisogna e persino una scrittrice in prosa, quando l’ispirazione sarà quella giusta.
Sappiate che non accade quasi mai, a coloro che come me lavorano scrivendo, di sentirsi offrire “carta bianca”. Accade a me, da oggi, grazie “Gusto canario” e a questo blog. Se state quindi pensando che questo blog possa essere solo una vetrina commerciale, credetemi sulla parola: state sbagliando.