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Gusto Canario: la marmellata di guaiava.

Le marmellate della selezione di “Gusto Canario” sin qui provate mi piacciono tutte, ma la marmellata di guaiava è la mia preferita! Di un bel colore accattivante – un rosso aranciato – ha una consistenza vellutata e un sapore inatteso e originalissimo che ricorda un concentrato tropicale! Non assomiglia a nulla, quindi va assolutamente assaggiata se siete alla ricerca di un sapore inedito. So che vi conquisterà.

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Sbarca in italia il vino di banana platé! Ma non solo vino.

Oltre al nostro ormai rinomato vino di banane, anche creme di aceto a base di frutta, e un unico e originale dessert di banane! Le stesse usate per far fermentare il vino. La banana caratterizza molti prodotti tipici della tradizione gastronomica canaria. Bodegas Platé, innovativa nelle idee ma fedele alla cultura locale, concentra la propria attenzione su questo frutto disponibile tutto l’anno, data la sua atemporalità specialmente alle Isole Canarie. L’impegno dell’azienda nel dare una seconda vita alla frutta non finisce qui: un delizioso dolce a base di banana che può essere gustato in ogni occasione amplia la sua offerta. Si tratta di una specialità che si combina con formaggi, pane o biscotti, realizzata seguendo una ricetta antichissima e genuina al 100%, senza glutine né ingredienti di origine animale e priva di aromi o coloranti artificiali.

Fonte: FoodAffairs

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Il primo vino di banana IGP arriva in Italia!

Dalle Isole Canarie arriva in Italia il primo vino di banana IGP prodotto da Bodegas Platé, nota cantina di Tenerife specializzata nella produzione di vini e creme di aceto a base di frutta. Dall’innovazione e l’impegno dell’azienda Bodegas Platé nasce il primo vino di banana IGT delle Canarie: un’alternativa sostenibile e di alta qualità proposta da Gusto Canario.
Tenerife – il primo vino di banana IGP delle Isole Canarie arriva in Italia grazie a Gusto Canario, importatore ed e-commerce nato dall’esperienza di un gruppo di imprenditori italiani, che tra le specialità delle “isole fortunate” ha selezionato il bianco semisecco e il fruttato a base di banane di Bodegas Platé, cantina vinicola di Tenerife. Un vino innovativo dal gusto originale per accompagnare un aperitivo, carni bianche ma anche il pesce, un risotto delicato o un dessert.

Fonte: EnoPress

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Vino di banana Platé: caratteristiche organolettiche e abbinamenti.

Il vino di banana nella versione semisecco si distingue per il colore giallo paglierino e riflessi verdognoli appena accennati. Al naso è fresco e tropicale con sentori di frutta esotica (ananas, guava e frutto della passione), mela e un morbido aroma di banana. All’assaggio in bocca ha una leggera dolcezza, ben bilanciata con l’acidità presente, che porta alla mente paesaggi tropicali. Ottimo per accompagnare aperitivi, carne bianche ma anche risotti o piatti di pesce alla griglia. Il bianco semisecco è stato premiato con la medaglia d’oro nell’edizioni 2020 e 2021 di Cinvé, un prestigioso concorso internazionale patrocinato dal Ministero spagnolo per l’agricoltura, la pesca e l’alimentazione.

Fonte: NewsFood

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Arriva in Italia Platé Blanco de Platano, il vino di banana fatto alle Canarie.

Santa Cruz de Tenerife (Spagna) – Grazie al sito web Gustocanario.com, specialista nello spedire ai buongustai italiani i prodotti più interessanti del bellissimo arcipelago delle Canarie, arriva sui nostri mercati un nuovo prodotto: il Platé Blanco de Platano. Si tratta di un ‘vino’ di banana, realizzato da Bodegas Platé, una realtà di Tenerife che da oltre dieci anni è specializzata in succhi e bevande di frutta. Il Blanco de Platano è dunque una bevanda realizzata con un procedimento simile a quello della vinificazione con uva, con la differenza che la materia prima prescelta, in questo caso, è costituita da banane, provenienti unicamente dalle coltivazioni delle isole. Due le versioni previste: una è semisecca (Blanco de Platano Semiseco), l’altra ha un maggior residuo zuccherino, risultando dunque più dolce (Blanco de Platano Frutado) e più facilmente abbinabile ai dessert. Il prodotto nel 2020 ha ottenuto una Medaglia d’Oro all’importante concorso spagnolo CINVE’.

Fonte: Alimentando

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Le magnifiche cinque: le creme di aceto di “Gusto canario”.

Sono strepitose le cinque creme di aceto della selezione: al sapore di mora, maracuja, peperone, mango e banana! Il mio primo assaggio non è stato in abbinamento a nulla: ho preso un semplice cucchiaino (cosa che vi consiglio di fare) e ho gustato le creme pure. La sorpresa è stata grande: la cremosità, la dolcezza e l’acidità sono in equilibrio perfetto, il
profumo – netto e fresco – riesce nell’acrobazia di rimanere delicato, non invasivo.
Decideremo noi, nella preparazione dei piatti, quanto, come e perché sapore e profumo debbano prevalere o “accomodarsi” tra i vari sapori e profumi, aggiungendo comunque e sempre una nota di distinzione, di raffinatezza e di dolcezza.
Ho sottoposto alla “prova del cucchiaino” amici e famigliari e li ho conquistati. Tutti hanno fatto il bis della loro crema di aceto preferita. Ho provato la Crema d’aceto alla Banana con tre macedonie: la prima di sole fragole, la seconda di frutta tropicale e la terza di pere e gelato al cioccolato. Che dire? Stupende. Questa è la crema d’aceto più particolare e dal profumo più netto, sicché è davvero golosa per coloro che adorano le banane.
La crema di aceto alla Mora è ottima sulle insalate un poco autunnali: con le noci, i formaggi di media stagionatura, i funghi o lo speck, ad esempio. Anche questa crema sarà perfetta su una macedonia, ma di frutti di bosco o di frutta autunnale, magari con l’aggiunta di frutta secca. Ho provato poi la crema di aceto alla Mora per decorare il piatto di un arrosto profumato alle erbe aromatiche e si è rivelata una buonissima idea, esattamente come lo è stata abbinarla ai formaggi stagionati, perché la sua nota dolce conferisce ai loro gusti intensi una gentilezza piacevole e raffinata.

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Si chiama Platé ed è il primo vino di banana IGT!

L’idea di un vino ottenuto dalla fermentazione a freddo delle banane è dell’azienda Bodegas Platé che, guidata da un’attività di ricerca e sviluppo, parte dalla cultura vitivinicola di Tenerife per realizzare un vino innovativo e di altissima qualità!

Bodegas Platé rientra alla perfezione nei criteri di selezione del team Gusto Canario soprattutto per il rispetto verso l’ambiente e il desiderio di partire da ciò per creare qualcosa di unico. Il vino di banana IGT, tanto originale quanto delizioso, nasce dalla filosofia dell’azienda di azzerare gli sprechi legati al commercio e l’esportazione della frutta. La grande distribuzione scarta, infatti, i prodotti che, pur essendo di alta qualità, non rientrano nello standard estetico richiesto per la commercializzazione. La banana, ad esempio, introdotta nell’arcipelago dai marinai portoghesi già nel VI secolo d.C., ha trovato alle Canarie un terreno e un ambiente ideale che ne hanno favorito la diffusione, fino a rendere queste isole il primo produttore fra i Paesi europei.  Nel 2017 però 17 milioni di chili di banane sono stati gettati per evitare che il loro prezzo crollasse a causa della sovrabbondanza. In questa ottica, Bodegas Platé non solo crea innovazione, ma sfrutta una materia prima talmente abbondante nell’arcipelago che in altro modo andrebbe buttata. Accanto al vino di banana, si aggiungono quelli di mora e di maracuja, due varianti frizzanti e di minor gradazione, con una combinazione di aromi e sapori tropicali.

Bodegas Platé ha fatto della frutta delle Isole Canarie il suo punto di forza: accanto alla produzione di vino, ha ideato le creme d’aceto a base di mango, maracuja, mora e ovviamente banana. Sono prodotti unici sul mercato, sorprendenti per aromi e freschezza, ideali per condire insalate, marinare carne e pesce, e per accompagnare formaggi come brie e gorgonzola. Si aggiunge alla linea di creme di aceto alla frutta quella al peperone rosso, ottenuta dall’utilizzo delle migliori materie prime e deliziosa al gusto

Fonte: CucinaeVini.it

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Il gusto italiano e “Gusto canario”.

«Lo senti quel buon sapore che arriva solo dopo, in fondo…?»
«Mi stavo appunto chiedendo cosa fosse.»
«Mentuccia?»
«Credo di no, ma di sicuro c’è la buccia di limone.»
«Non d’arancia?…»
«Sì, giusto: arancia!»

Quante volte, non appena assaggiato un piatto nuovo, ci siamo confrontati tra commensali? Dopo il latte materno, abbiamo imparato i sapori con la stessa naturalezza con la quale abbiamo imparato a parlare la nostra lingua e a camminare, ma… quanti tra noi sono consapevoli, assaggiando una nuova pietanza o affrontando la cucina di un altro Paese, della formazione al gusto ricevuta? Il nostro palato è stato educato alla bontà, alla varietà, alla fantasia, alla misura, all’armonia, all’equilibrio. E alla qualità.
Per questo un italiano che porta la forchetta alla bocca, in un ristorante, non sarà quasi mai un cliente qualunque. Anche se non è un esperto enogastronomico né uno chef, sarà un cliente che non si limiterà a dire “mi piace” o “non mi piace”, ma saprà spiegare perché. Dirà che un dolce è dolce e basta, ma non è profumato. Rileverà una cottura non accurata, l’eccesso di condimento, la mancanza di un ingrediente per esaltare il sapore di un altro o la mediocre qualità delle materie prime usate in un piatto. E questo non perché di cucina si parli in famose trasmissioni televisive, ma perché a noi lo hanno detto la mamma, la zia o la nonna come si mangia. Lo hanno fatto senza dire una parola: solo mettendo i pasti in tavola.